DUE GIORNI ALL’OPERA DI PADRE MARELLA

Mi chiamo Matilde, vengo da Faenza e sono una scout.
Sono stata ospite per due giorni all’Opera di Padre Marella che accoglie qualsiasi tipo di bisognoso: dal lavoratore italiano che non può permettersi una casa al ragazzo poco più grande di me che è appena sbarcato in Italia e – dopo tutti i pericoli che ha superato, come il tragitto in mare, la polizia libica e il deserto – una volta arrivato in questo paese si trova a confronto con la certezza di non sentirsi a casa.
Per fortuna esistono realtà come questa in cui ogni giorno gli operatori e i volontari affrontano esperienze di vita complicate, ma nonostante tutto lavorano con una gioia e una serenità disarmante.
Dopo aver passato due giorni con i ragazzi, gli operatori e i volontari mi sono accorta che più che una comunità è una grande famiglia, dove ognuno ha i suoi compiti, ma con molta libertà di espressione.
Parlando con i volontari ho potuto notare quanto impegno e amore mettono al servizio all’altro in modo gratuito e genuino. Anche i ragazzi che abitano in questa casa hanno voglia di mettersi in gioco e raccontare le loro esperienze di vita che mi hanno arricchita molto.
Aiutare in cucina, alla scuola di italiano e nelle varie faccende quotidiane è stata un’esperienza molto formativa e di crescita personale.
Ringrazio l’Opera di Padre Marella per avermi fatta sentire parte di una grande famiglia.